Il procuratore capo Piacente preoccupato per il decreto che vieta di pubblicare le ordinanze delle misure cautelari

Lo ha detto oggi all’iniziativa “Cronaca di un anno di Cronaca” organizzata dal gruppo Cronisti Liguri. I cronisti liguri insieme all’Associazione Ligure Giornalisti hanno dato vita ad un flash mob con bavagli simbolici e cartelloni per dire no al divieto di pubblicazione delle ordinanze di custodia cautelare sostenendo che la norma mina libertà di stampa e diritto di cronaca

Il procuratore capo di Genova, Nicola Piacente, nel corso di “Cronaca di un anno di Cronaca”, realizzato dal consiglio direttivo del Gruppo Cronisti Liguri, ha espresso preoccupazioni per le potenziali ricadute del decreto legislativo approvato il 9 dicembre scorso che vieta la pubblicazione «delle ordinanze che applicano misure cautelari personali fino a che non siano concluse le indagini preliminari ovvero fino al termine dell’udienza preliminare».

Piacente, ha definito la stampa «un presidio di democrazia», ma ha sottolineato che affidare alla stampa il compito di riassumere un provvedimento è rischioso e potrebbe portare a manipolazioni, compromettendo il dibattito democratico. Piacente ha aggiunto che la democrazia implica la possibilità di divulgare ciò che è legittimamente divulgabile. «ed è divulgabile ciò che la parte è venuta a conoscere», ha spiegato. Ha suggerito che gli uffici giudicanti dovrebbero poter emettere comunicati per spiegare le ragioni di un’ordinanza o di una sentenza.

Anche Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi, ha criticato il decreto, indicando l’importanza di pubblicare documenti per fornire un’informazione completa. Ha dichiarato che la “legge bavaglio”, come è stata ribattezzata la norma, limita l’informazione, riducendo il suo impatto sui cittadini e rappresentando una violazione dell’articolo 21 della Costituzione.
Tommaso Fregatti, presidente del Gruppo cronisti, ha avvertito che riassumere atti giudiziari potrebbe causare problemi, giacché ciò presenta il rischio di interpretazioni errate degli stessi atti.

Nel corso della manifestazione sono stati proiettati sia il video racconto con i fatti di cronaca del 2024 e uno speciale focus sull’inchiesta che ha decapitato la Regione Liguria.
Sono stati premiati i colleghi che si sono distinti per inchieste e servizi: Michele Vari per la tra missione Miché andata in onda su Primocanale, Erica Manna di Repubblica e Fabio Canessa di Genova 24.
Il premio per “i rapporti con la stampa” è andato a Paola Zappavigna, dirigente della polizia stradale e già portavoce del Questore. Durante la manifestazione ci sarà anche la presentazione di un canale informativo su Telegram a disposizione dei giornalisti e gestito dal comando provinciale dei vigili del fuoco.
Ma anche un ricordo commemorativo per i 200 anni dalla nascita del Corriere Mercantile con un intervento di Paolo De Totero, per anni caporedattore della storica testata genovese.


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